IL GRUPPO DI AUTO-MUTUO AIUTO ADESSO IO

"Adesso io" è composto e gestito da sole donne. E' un gruppo autonomo in continua evoluzione. Non rappresenta l’alternativa ad un percorso di consapevolezza o di psicoterapia individuale, crediamo sia una valida risorsa per liberarsi dal costoso e doloroso cappio della dipendenza relazionale.

"Adesso io" è un gruppo d'auto-mutuo aiuto: un gruppo, cioè, tra persone che hanno in comune lo stesso problema e che, nel confronto orizzontale con gli altri, sperimentano momenti di condivisione, di solidarietà e di crescita.

La caratteristica fondamentale del gruppo d'auto-mutuo aiuto, come già sottolineato, è l'essere un contesto orizzontale tra pari: l'assenza della guida di un conduttore professionista, permette a ciascun membro di non poter delegare all'esperto la responsabilità del proprio percorso e, dunque, la responsabilità complessiva di sé.
E' prevista tuttavia la figura del conduttore. Si tratta di un membro del gruppo scelto a rotazione che ha la sola funzione di regolare gli interventi e la comunicazione stessa ed introdurre l'argomento della serata.

La guarigione, intesa dai più nel momento dell'ingresso al gruppo come il superamento del sintomo, acquisisce poi, proprio grazie al gruppo, nuovi significati; infatti l'accento si pone, durante il percorso collettivo, sul riconoscimento e sull'espressione delle emozioni, sul sentire, sull'accrescere la capacità e la possibilità di gestione della relazione con l'altro.

Riteniamo un buon risultato dell'auto-mutuo aiuto, il riuscire ad operare un cambiamento nel modo di valorizzarci, il conquistare una maggior consapevolezza dei propri bisogni e desideri, l'accettare i propri errori e limiti.
Riteniamo un buon risultato il poter dare un nome alla sofferenza, il poter esprimere e legittimare le proprie emozioni.

Il gruppo di auto-mutuo aiuto offre:
1) accoglienza, solidarietà, incoraggiamento, sostegno
In questa prima fase, l'essere ascoltati è la risposta che si cerca; ed è ciò su cui si fonda la base sicura, che consente di passare ad una dimensione comprensiva anche dell'ascolto attivo.
2) empatia, affettività, confronto
Nella seconda fase, l'ascolto diventa attivo: l'altro è specchio di sé e in esso si ritrovano parti significative del proprio essere, della propria modalità di essere. All'altro si concede l'ascolto, nella misura in cui lo si richiede per sé: orizzontale, reciproco, non giudicante, privo di pregiudizi. E sano.
3) avanzamento nella consapevolezza, cambiamento
La terza fase è quella dell'acquisizione di una consapevolezza maggiore e meno rigida di sé, e, di conseguenza, il cambiamento che coincide con il maggior senso d'autoefficacia, benessere, capacità di trovare soluzioni ai propri problemi.

Come avviene ciò?
Grande importanza nella struttura del gruppo di auto-mutuo aiuto è rivestito dal ruolo delle regole. Regole che tutelano la collettività del gruppo, regole che contengono il singolo. Tra quelle fondamentali:

  • la puntualità,
  • l'attenersi al tema proposto,
  • il concedere a tutte pari opportunità d'intervento,
  • il non interloquire a favore dell'ascoltare,
  • il non praticare nessuna attività che distolga dal contatto con le proprie emozioni (mangiare, bere, fumare...),
  • l'uso del soggetto "io" a scapito del "noi; voi; gli altri; lui..." quando parliamo dei nostri vissuti,
  • lo scrupoloso rispetto della privacy.

Una delle regole principali che il gruppo d'auto-aiuto si dà è quella della sospensione del giudizio, del pregiudizio a favore dell'ascolto attivo e della molteplicità dei punti di vista possibili.
L'auto-mutuo aiuto coincide dunque con la possibilità reciproca di scoprirsi e con la possibilità reciproca di accettarsi.
Questo è un punto di fondamentale importanza nel susseguirsi delle tappe, che creano i cambiamenti auspicati da qualunque percorso d'auto-aiuto.
L'impostazione di massimo ascolto, agli altri e a se stessi, permette proprio questo: l'individuazione, il riconoscimento, l'accettazione della propria identità.
Gli obiettivi e i risultati sono spesso gli stessi ottenuti da una terapia individuale riuscita; ed è, tra l'altro, auspicabile l'integrazione tra questi due percorsi.